# A multilingual website: when it pays and what it costs

A multilingual site pays only with measured demand and someone to maintain the version. URLs, hreflang, information duties, update costs and real blocks.

> Page: https://ui.eneawork.it/blog/sito-web-multilingua-guida
> Markdown: https://ui.eneawork.it/blog/sito-web-multilingua-guida.md

*2026-11-01*

Un sito multilingua conviene quando esiste domanda in un'altra lingua e qualcuno può mantenere quella versione. Sono due condizioni, non una: senza la seconda la traduzione invecchia e la versione italiana resta l'unica aggiornata.

La decisione si prende sui dati, non sul gusto. Prima di aprire una lingua si guardano le query in Search Console per paese, le richieste di assistenza che arrivano in inglese o in tedesco, e i contatti dal modulo. Se nessuna di queste tre fonti mostra domanda, la traduzione è un costo senza ritorno.

## Tre domande prima di tradurre

## Quante lingue, e quali

Una lingua per volta, scelta perché qualcuno la cerca. Per un'azienda italiana che vende all'estero la seconda lingua è spesso l'inglese, ma per un albergo in Alto Adige è il tedesco e per un'azienda che lavora con la Francia è il francese. L'inglese come lingua di default per tutti è la scelta più comoda e la meno utile: nessun cliente francese cerca in inglese un fornitore italiano.

## Struttura degli URL e hreflang

La sottocartella sullo stesso dominio, /en/ e /de/, è la forma più semplice: un solo dominio da verificare, canonical e hreflang leggibili, nessun progetto separato da mantenere. Ogni versione dichiara sé stessa come canonical e elenca tutte le altre, sé compresa, con URL assoluti. Gli errori che rompono le coppie sono descritti in hreflang: gli errori comuni.

# quante pagine per lingua for l in it en de; do printf "%s " $l; curl -s "https://www.esempio.it/$l/sitemap.xml" | grep -c ""; done # la pagina tedesca dichiara la lingua giusta curl -s https://www.esempio.it/de/ | grep -o ']*lang="[^"]*"' # il canonical resta nella lingua della pagina curl -s https://www.esempio.it/de/ | grep -o '<link rel="canonical" href="[^"]*"'

Contato sui file di data/blog il 1 novembre 2026: 459 articoli, 458 con un corpo inglese, quindi una sola eccezione. Il catalogo, letto da /api/stats lo stesso giorno, ha 111.985 componenti, 1.556 blocchi e 9 blocchi nella categoria navbar, dove vive il selettore di lingua. Non citiamo tassi di conversione: non abbiamo i dati di un sito di terzi.

## Cosa tradurre e cosa no

## Testi legali e consenso

Il GDPR, articolo 12, paragrafo 1, chiede informazioni in forma concisa, trasparente e intelligibile, con linguaggio semplice e chiaro: un'informativa solo in italiano su un sito in tedesco non rispetta quella frase. Il consenso ai cookie segue la stessa logica: la direttiva ePrivacy 2002/58/CE, articolo 5, paragrafo 3, e il provvedimento del Garante del 10 giugno 2021, esecutivo dal 10 gennaio 2022, parlano della volontà dell'utente, che si raccoglie nella lingua dell'interfaccia. Per un contratto con un consumatore italiano le informazioni precontrattuali restano quelle italiane, come previsto dal codice del consumo: la versione inglese aiuta, non sostituisce.

## Il costo che si dimentica

Il costo vero non è la traduzione iniziale ma il raddoppio dell'aggiornamento: ogni cambio di prezzo, di orario o di norma va fatto due volte, e la seconda volta arriva dopo. Con 200 pagine e venti modifiche al mese, la versione inglese insegue. Per questo conviene tradurre un nucleo stabile e lasciare il resto in italiano con una nota. Un caso con obblighi di lingua e accessibilità è il sito di una scuola.

## Blocchi dal catalogo

Due selettori di lingua già nel catalogo: language-switcher-pill, licenza MIT dichiarata nel record, cambia URL senza ricaricare la pagina; language-selector-dropdown non dichiara una licenza e va verificata prima dell'uso. I blocchi navbar mostrano dove finisce quel selettore e la categoria header, 18 blocchi, copre la variante con lingua e telefono. Dati verificati il 1 novembre 2026.

## Il limite da mettere in chiaro

Una traduzione non crea domanda: se nessuno cerca in quella lingua, il sito multilingua aggiunge solo manutenzione. hreflang è un segnale, non una direttiva, e non corregge due versioni che dicono cose diverse. Il catalogo non ha routing i18n: i blocchi sono componenti, non un sistema di traduzione. La traduzione automatica senza revisione si paga in assistenza, perché il cliente scrive nella lingua sbagliata e nessuno risponde.

## Da dove partire

La sequenza tecnica è in hreflang: gli errori comuni, la parte canonical in canonicalizzazione, e se la scelta è tra due stack per un sito marketing il confronto è in Next.js o Vite per un sito marketing. Il conto complessivo, traduzione compresa, è in quanto costa un sito web.

## FAQ

### Quando serve un sito multilingua?

Serve quando esiste domanda misurabile in un'altra lingua e qualcuno può rispondere e aggiornare quella versione. Se manca una delle due condizioni, la traduzione resta ferma e la versione italiana continua a essere l'unica vera.

### Meglio sottodominio, sottocartella o parametro?

Sottocartella sullo stesso dominio, per esempio /en/. Il sottodominio disperde i segnali, il parametro è fragile e un dominio separato è un progetto a parte. La sottocartella semplifica anche canonical e hreflang.

### Quante lingue conviene aprire?

Una, poi si misura. Ogni lingua aggiunge traduzione, aggiornamento, assistenza e testi legali. Aprire sei lingue con traduzione automatica non revisionata produce sei versioni incomplete e più richieste di quelle a cui sai rispondere.

### hreflang basta per un sito multilingua?

No. hreflang collega versioni equivalenti e aiuta Google a servire la lingua giusta, ma non crea domanda e non corregge contenuti diversi. Servono URL distinti, canonical auto-referenziale, traduzioni reali e l'attributo lang corretto.

### La traduzione automatica è sufficiente?

Per un sito informativo piccolo può bastare, con revisione umana delle pagine che vendono o che impegnano legalmente. Senza revisione il rischio è tradurre male prezzi, condizioni e norme, e ogni errore si paga in assistenza o in contestazioni.
