E-commerce

Ricerca a faccette: quali filtri indicizzare e quali no

La ricerca a faccette si decide sugli URL: poche combinazioni indicizzabili, il resto chiuso. Aritmetica dei filtri, canonical, noindex, accessibilità e blocchi reali.

La ricerca a faccette si progetta partendo da una decisione: quali URL possono entrare nell'indice. Filtri, conteggi, parametri e sitemap dipendono tutti da quella risposta, e senza di essa il negozio genera migliaia di pagine quasi identiche.

La trappola è aritmetica. Dodici colori, otto taglie, cinque fasce di prezzo e quattro ordinamenti fanno 1.920 combinazioni per una sola categoria. Con dieci categorie sono 19.200 URL che mostrano gli stessi prodotti in ordine diverso, e il crawler ne spende il budget senza trovare niente di nuovo.

Scegliere le faccette che meritano un indice

FaccettaIndicizzabileMotivo
MarcaSì, una pagina per marcaEsiste ricerca per nome del produttore
ColoreUna combinazione per categoria, non di più«scarpe nere» si cerca, «scarpe nere taglia 42» quasi mai
TagliaNoCombinazioni enormi e nessuna domanda propria
PrezzoUna pagina «sotto 50 €» può esistereIl filtro è utile nell'interfaccia, non come migliaia di URL
OrdinamentoNoDuplica la stessa lista in quattro ordini
Pagina 2, 3, 4Sì, con canonical alla primaLa paginazione non è una faccetta e va gestita a parte
Ricerca internaNoI risultati per query sono infiniti per definizione

Tre modi per chiudere le combinazioni

  • robots.txt chiude la scansione, ma un URL bloccato non viene letto: il noindex dentro quella pagina non sarà mai visto.
  • noindex, follow sulle combinazioni: la pagina resta raggiungibile, i link vengono seguiti, l'URL non entra nell'indice.
  • canonical verso la categoria quando le combinazioni sono varianti della stessa lista: segnale più debole, ma utile se le pagine devono restare scansionabili.
  • Una regola sola per tutto il sito: se la stessa combinazione è a volte utile e a volte no, la regola è sbagliata.

URL leggibili e stabili

«/scarpe/nera» si può linkare, «/scarpe?colore=nero&taglia=42&ordine=prezzo&pagina=3» cambia appena l'utente tocca un filtro. I parametri restano per le combinazioni che non devono essere indicizzate, mentre le faccette scelte hanno un percorso. L'ordine dei parametri va normalizzato, altrimenti la stessa lista produce URL diversi e si duplica da sola.

# quante URL con parametri finiscono in sitemap
curl -s https://www.esempio.it/sitemap.xml | grep -c "?"

# quale canonical dichiara una pagina filtrata
curl -s "https://www.esempio.it/scarpe?colore=nero" | grep -o '<link rel="canonical" href="[^"]*"'

# la combinazione è chiusa ai crawler
curl -s https://www.esempio.it/robots.txt | grep -i "?"

L'interfaccia dei filtri

Un filtro si usa da tastiera o non si usa. fieldset e legend per ogni gruppo, stato selezionato annunciato, conteggio dei risultati in una regione con aria-live, pulsante «azzera filtri» sempre visibile e nessuno spostamento del layout quando arriva la risposta. La direttiva (UE) 2019/882 sull'accessibilità di prodotti e servizi si applica ai servizi di e-commerce dal 28 giugno 2025: i filtri rientrano nel perimetro.

La categoria sidebar con 27 blocchi copre il pannello dei filtri, la categoria table con 13 blocchi la lista dei risultati, i componenti input le caselle e gli intervalli di prezzo, e la categoria faq con 24 blocchi le domande su taglie e resi. La licenza è quella dichiarata dal publisher nel record.

Il limite da dichiarare

Il catalogo non contiene un motore di ricerca: nessun indice, nessun ranking, nessun conteggio. I blocchi sono interfaccia per il pannello e per la lista. Anche la regola migliore resta una scelta di prodotto: con quaranta prodotti le faccette sono un lusso, con quattromila servono, e servono insieme a un indice che risponda in meno di un secondo.

Dove continuare

La scelta tra canonical e noindex è in canonicalizzazione, la divisione dell'indice in sitemap index o sitemap unico, il modo di collegare categorie e prodotti in link interni. Se la scelta è tra due stack per il frontend, il confronto è in Next.js o Vite per un sito marketing.

Domande frequenti

Cosa sono le faccette in un e-commerce?

Sono i filtri che restringono una lista per attributo: colore, taglia, marca, prezzo. Diventano un problema SEO quando ogni combinazione genera un URL, perché il numero cresce in modo esplosivo e le pagine sono quasi identiche.

Quali faccette conviene indicizzare?

Solo quelle con una domanda propria, di solito marca e una combinazione per categoria. Taglia, ordinamento e paginazione non hanno domanda e producono duplicati. Il resto resta raggiungibile ma fuori indice.

noindex o robots.txt per le pagine filtrate?

Dipende dall'obiettivo. noindex tiene la pagina scansionabile e la toglie dall'indice; robots.txt blocca la scansione e impedisce anche di vedere il noindex. Per le combinazioni da escludere la scelta più sicura è noindex, follow.

Le pagine filtrate devono avere un canonical?

Sì, verso la categoria o verso la combinazione indicizzabile più vicina. Un canonical verso sé stessa su una combinazione duplicata non risolve nulla. La paginazione è un caso a parte: di solito canonical alla prima pagina.

Quanti URL può generare un filtro?

Il prodotto delle opzioni: 12 colori, 8 taglie, 5 fasce di prezzo e 4 ordinamenti fanno 1.920 URL per una sola categoria. Con dieci categorie sono 19.200 pagine quasi identiche. Il calcolo va fatto prima di aprire le faccette, non dopo.