E-commerce

Fatturazione elettronica nell'e-commerce

Dal 1° gennaio 2019 ogni fattura italiana passa dal SdI in XML: una fattura a una riga pesa 2.444 byte, quindi 1.000 fatture sono 2,44 MB da conservare dieci anni.

In sintesi

  • Una fattura FPR12 a una riga, con un solo prodotto, pesa 2.444 byte in UTF-8 e 849 byte compressa con gzip: 1.000 fatture sono 2,44 MB da conservare.
  • L'obbligo di fattura elettronica per i privati nasce dall'art. 1, commi 909-928, della legge 27 dicembre 2017 n. 205 ed è attivo dal 1° gennaio 2019.
  • L'art. 21 del DPR 633/72 dà 12 giorni per emettere la fattura; il codice destinatario 0000000 identifica il privato senza indirizzo PEC.
  • La conservazione a norma dura dieci anni (art. 39 del DPR 633/72): il magazzino delle fatture è un costo di progetto, non un dettaglio.

Dal 1° gennaio 2019 un negozio italiano non emette fatture di carta: manda un file XML al Sistema di Interscambio, e una fattura a una riga pesa 2.444 byte. Il problema non è generare il file: è cosa succede quando il cliente chiede la fattura, quando la chiede dopo, e quando va corretta.

Chi deve fatturare, e quando

L'obbligo viene dall'art. 1, commi 909-928, della legge 27 dicembre 2017 n. 205 (legge di bilancio 2018) ed è in vigore dal 1° gennaio 2019 per le operazioni fra soggetti IVA residenti; per i privati la fattura è elettronica quando il cliente la chiede. L'art. 21 del DPR 633/72 fissa il termine: dodici giorni dall'effettuazione dell'operazione, oppure entro il 15 del mese successivo quando la fattura è differita e accompagnata da documento di trasporto. Il negozio che non fattura entro il termine ha un problema fiscale, non solo contabile.

Il cliente privato: codice destinatario e codice fiscale

Un privato non ha un codice destinatario: si usa 0000000 nel campo CodiceDestinatario, oppure l'indirizzo PEC se il cliente ne ha uno. Il codice fiscale del privato non è obbligatorio quando il cliente non lo fornisce: la fattura resta valida ai fini IVA e va emessa verso «consumatore finale». Va invece raccolto quando il cliente lo chiede espressamente, perché serve per la detrazione in casi specifici e per la compilazione della precompilata. Nel checkout questo significa un campo facoltativo, non un campo obbligatorio che fa abbandonare il carrello.

I tipi di documento che un negozio usa davvero

CodiceQuando si usaErrore tipico
TD01Fattura immediata di una venditaEmetterla con data diversa dall'incasso
TD04Nota di credito per un reso o uno stornoNon collegarla alla fattura originale
TD24Fattura differita con documento di trasportoSuperare il 15 del mese successivo
TD28Acquisti da operatori di San MarinoConfonderla con un'autofattura
TD17-TD19Autofatture per acquisti esteri e reverse chargeApplicare IVA italiana a un servizio UE

Generare il file è la parte facile

Il formato è XML con schema FPR12 per i privati e FPA12 per la pubblica amministrazione. Una libreria di fatturazione scrive il file in poche righe; il lavoro vero sta nei dati che il file richiede: aliquota per riga, natura dell'operazione quando l'IVA non si applica, modalità di pagamento, regime fiscale del cedente. Se il catalogo vende libri con IVA 4%, alimentari con 4% e 10% e abbigliamento al 22%, la regola dell'aliquota va nel catalogo, non nel codice della fattura, altrimenti il primo prodotto nuovo rompe il calcolo.

xmllint --noout fattura.xml && gzip -9 -c fattura.xml | wc -c

Il comando controlla che il file sia XML ben formato e misura quanto pesa compresso: è il primo test prima di inviarlo al SdI, e non sostituisce la validazione contro lo schema, che richiede il file XSD della versione in uso. Un file ben formato ma fuori schema viene scartato con un codice di errore, e lo scarto non ferma la decorrenza dei termini fiscali.

Conservazione: dieci anni, non fino al prossimo backup

L'art. 39 del DPR 633/72 impone la conservazione delle fatture per dieci anni; per le fatture elettroniche la conservazione a norma richiede un servizio che mantenga il file originale, la ricevuta di consegna e il riferimento temporale. Con 2,44 MB per 1.000 fatture il peso non è il problema: 100.000 fatture l'anno sono 244 MB di XML, meno di un video. Il problema è la reperibilità: la fattura deve essere trovata per numero, per cliente e per periodo, e questo è un requisito di progetto del database, non del provider di conservazione.

Dati personali e GDPR

La fattura contiene nome, indirizzo e codice fiscale, quindi il trattamento si fonda sull'obbligo legale (art. 6, par. 1, lett. c) del regolamento (UE) 2016/679) e non sul consenso. La conseguenza pratica: non puoi cancellare una fattura su richiesta del cliente prima dei dieci anni, e devi dirlo nell'informativa. Puoi invece non chiedere dati che non servono: il codice fiscale è facoltativo, il numero di telefono non c'entra con la fattura.

Il limite

La misura riguarda un file di esempio generato da uno script, non un campione di fatture reali: un carrello con dieci righe, sconti e indirizzi esteri produce file più grandi, e i file con allegati possono superare i limiti di invio. Inoltre il testo non copre i casi particolari, split payment, reverse charge, operazioni con San Marino, che dipendono dal tuo regime e vanno verificati con il consulente fiscale. Nessun articolo sostituisce quella verifica.

Da dove partire

    Domande frequenti

    Devo emettere fattura elettronica a un cliente privato?

    Sì, quando il cliente la chiede: dal 1° gennaio 2019 la fattura verso privati è elettronica e passa dal SdI. Se il cliente non la chiede, il documento commerciale o lo scontrino elettronico coprono la vendita al dettaglio, secondo le regole dei corrispettivi telematici.

    Quale codice destinatario uso per un privato?

    0000000, oppure l'indirizzo PEC se il cliente ne ha uno. Il codice fiscale del privato è facoltativo quando il cliente non lo fornisce: in quel caso la fattura è emessa verso consumatore finale e resta valida ai fini IVA.

    Entro quanto va emessa la fattura?

    Entro 12 giorni dall'effettuazione dell'operazione, ai sensi dell'art. 21 del DPR 633/72. Se la fattura è differita e accompagnata da documento di trasporto, il termine è il 15 del mese successivo.

    Come storno un ordine reso?

    Con una nota di credito TD04 collegata alla fattura originale, che riporta i dati del documento stornato. Non si emette una seconda fattura con importo negativo e non si modifica il file già inviato: la correzione passa da un nuovo documento.

    Quanto spazio serve per conservare le fatture?

    Poco: 2.444 byte per fattura a una riga, quindi 2,44 MB per 1.000 fatture e 244 MB per 100.000. Il costo vero è la reperibilità a dieci anni: indici per numero, cliente e periodo, e ricevute di consegna conservate insieme al file.