# Fatturazione elettronica nell'e-commerce

Dal 1° gennaio 2019 ogni fattura italiana passa dal SdI in XML: una fattura a una riga pesa 2.444 byte, quindi 1.000 fatture sono 2,44 MB da conservare dieci anni.

> Pagina: https://ui.eneawork.it/blog/ecommerce-fatturazione-elettronica
> Markdown: https://ui.eneawork.it/blog/ecommerce-fatturazione-elettronica.md

*2026-11-01*

Dal 1° gennaio 2019 un negozio italiano non emette fatture di carta: manda un file XML al Sistema di Interscambio, e una fattura a una riga pesa 2.444 byte. Il problema non è generare il file: è cosa succede quando il cliente chiede la fattura, quando la chiede dopo, e quando va corretta.

1 novembre 2026, Node 24.15.0: una fattura FPR12 completa di intestazione, un cedente, un cessionario privato, una riga di dettaglio con IVA 22% e un blocco di pagamento misura 2.444 byte in UTF-8 e 849 byte dopo gzip livello 9, cioè 1.000 fatture in 2,44 MB grezzi e 0,85 MB compressi. La misura riguarda il file generato dallo script di esempio: un carrello con dieci righe e indirizzi esteri pesa di più. Il catalogo EneUI conta 111.985 componenti, 1.556 blocchi e 12.808 icone da 1.472 librerie, letti da /api/stats lo stesso giorno.

## Chi deve fatturare, e quando

L'obbligo viene dall'art. 1, commi 909-928, della legge 27 dicembre 2017 n. 205 (legge di bilancio 2018) ed è in vigore dal 1° gennaio 2019 per le operazioni fra soggetti IVA residenti; per i privati la fattura è elettronica quando il cliente la chiede. L'art. 21 del DPR 633/72 fissa il termine: dodici giorni dall'effettuazione dell'operazione, oppure entro il 15 del mese successivo quando la fattura è differita e accompagnata da documento di trasporto. Il negozio che non fattura entro il termine ha un problema fiscale, non solo contabile.

## Il cliente privato: codice destinatario e codice fiscale

Un privato non ha un codice destinatario: si usa 0000000 nel campo CodiceDestinatario, oppure l'indirizzo PEC se il cliente ne ha uno. Il codice fiscale del privato non è obbligatorio quando il cliente non lo fornisce: la fattura resta valida ai fini IVA e va emessa verso «consumatore finale». Va invece raccolto quando il cliente lo chiede espressamente, perché serve per la detrazione in casi specifici e per la compilazione della precompilata. Nel checkout questo significa un campo facoltativo, non un campo obbligatorio che fa abbandonare il carrello.

## I tipi di documento che un negozio usa davvero

## Generare il file è la parte facile

Il formato è XML con schema FPR12 per i privati e FPA12 per la pubblica amministrazione. Una libreria di fatturazione scrive il file in poche righe; il lavoro vero sta nei dati che il file richiede: aliquota per riga, natura dell'operazione quando l'IVA non si applica, modalità di pagamento, regime fiscale del cedente. Se il catalogo vende libri con IVA 4%, alimentari con 4% e 10% e abbigliamento al 22%, la regola dell'aliquota va nel catalogo, non nel codice della fattura, altrimenti il primo prodotto nuovo rompe il calcolo.

xmllint --noout fattura.xml && gzip -9 -c fattura.xml | wc -c

Il comando controlla che il file sia XML ben formato e misura quanto pesa compresso: è il primo test prima di inviarlo al SdI, e non sostituisce la validazione contro lo schema, che richiede il file XSD della versione in uso. Un file ben formato ma fuori schema viene scartato con un codice di errore, e lo scarto non ferma la decorrenza dei termini fiscali.

## Conservazione: dieci anni, non fino al prossimo backup

L'art. 39 del DPR 633/72 impone la conservazione delle fatture per dieci anni; per le fatture elettroniche la conservazione a norma richiede un servizio che mantenga il file originale, la ricevuta di consegna e il riferimento temporale. Con 2,44 MB per 1.000 fatture il peso non è il problema: 100.000 fatture l'anno sono 244 MB di XML, meno di un video. Il problema è la reperibilità: la fattura deve essere trovata per numero, per cliente e per periodo, e questo è un requisito di progetto del database, non del provider di conservazione.

## Dati personali e GDPR

La fattura contiene nome, indirizzo e codice fiscale, quindi il trattamento si fonda sull'obbligo legale (art. 6, par. 1, lett. c) del regolamento (UE) 2016/679) e non sul consenso. La conseguenza pratica: non puoi cancellare una fattura su richiesta del cliente prima dei dieci anni, e devi dirlo nell'informativa. Puoi invece non chiedere dati che non servono: il codice fiscale è facoltativo, il numero di telefono non c'entra con la fattura.

## Il limite

La misura riguarda un file di esempio generato da uno script, non un campione di fatture reali: un carrello con dieci righe, sconti e indirizzi esteri produce file più grandi, e i file con allegati possono superare i limiti di invio. Inoltre il testo non copre i casi particolari, split payment, reverse charge, operazioni con San Marino, che dipendono dal tuo regime e vanno verificati con il consulente fiscale. Nessun articolo sostituisce quella verifica.

## Da dove partire

Metti l'aliquota IVA e la natura dell'operazione nel catalogo, non nel generatore di fatture.,Rendi facoltativo il codice fiscale nel checkout e usa 0000000 come codice destinatario predefinito.,Automatizza nota di credito su reso (TD04) collegata alla fattura originale, invece di emettere un documento nuovo.,Verifica ogni file contro lo schema prima dell'invio e registra il codice di scarto quando arriva.,Per il resto del negozio leggi creare un sito ecommerce e ecommerce locale.,Per la parte di interfaccia servono componenti fattura, form e tabelle; per l'area ordini da cui il cliente scarica il documento, la scheda descritta in SEO della scheda prodotto.

## FAQ

### Devo emettere fattura elettronica a un cliente privato?

Sì, quando il cliente la chiede: dal 1° gennaio 2019 la fattura verso privati è elettronica e passa dal SdI. Se il cliente non la chiede, il documento commerciale o lo scontrino elettronico coprono la vendita al dettaglio, secondo le regole dei corrispettivi telematici.

### Quale codice destinatario uso per un privato?

0000000, oppure l'indirizzo PEC se il cliente ne ha uno. Il codice fiscale del privato è facoltativo quando il cliente non lo fornisce: in quel caso la fattura è emessa verso consumatore finale e resta valida ai fini IVA.

### Entro quanto va emessa la fattura?

Entro 12 giorni dall'effettuazione dell'operazione, ai sensi dell'art. 21 del DPR 633/72. Se la fattura è differita e accompagnata da documento di trasporto, il termine è il 15 del mese successivo.

### Come storno un ordine reso?

Con una nota di credito TD04 collegata alla fattura originale, che riporta i dati del documento stornato. Non si emette una seconda fattura con importo negativo e non si modifica il file già inviato: la correzione passa da un nuovo documento.

### Quanto spazio serve per conservare le fatture?

Poco: 2.444 byte per fattura a una riga, quindi 2,44 MB per 1.000 fatture e 244 MB per 100.000. Il costo vero è la reperibilità a dieci anni: indici per numero, cliente e periodo, e ricevute di consegna conservate insieme al file.
