E-commerce
Pagamenti a rate: costi e obblighi
A rate si paga un TAEG, non una rata: 1.200 € in 12 rate da 105 € costa il 9,49% l'anno, e 24 € di spese anticipate portano il TAEG al 13,73%.
In sintesi
- 1.200 € in 12 rate da 105 € equivalgono a un TAEG del 9,49%; con 24 € di spese anticipate sale al 13,73%.
- 1.200 € in 24 rate da 55 € con 24 € di spese costa l'11,96% annuo, meno del piano a 12 rate più corto solo perché le spese si distribuiscono su più mesi.
- La direttiva 2008/48/CE, art. 2, par. 2, lett. c) e f), esclude il credito sotto 200 €, quello senza interessi e spese e quello rimborsabile entro tre mesi con spese irrilevanti.
- La direttiva (UE) 2023/2225 si applica dal 20 novembre 2026 e include esplicitamente il buy now pay later.
A rate si paga un TAEG, non una rata: 1.200 € in 12 rate da 105 € costano il 9,49% annuo, e la stessa offerta con 24 € di spese anticipate sale al 13,73%. Il cliente vede la rata, la legge chiede il tasso, e il negozio deve sapere quale dei due numeri sta promettendo.
Perché la rata non dice nulla
Una rata è un importo, il costo del credito è un tasso. Lo stesso «12 rate da 105 €» può nascondere un TAEG del 9,49% o del 20%, a seconda di quanto il cliente riceve davvero: se le spese sono trattenute subito, il capitale finanziato è più basso e il tasso effettivo più alto. Ecco perché il TAEG è l'unico numero confrontabile, ed è anche l'unico che il cliente può usare per confrontare due offerte di due negozi diversi.
| Piano su 1.200 € | Rate | Spese anticipate | TAEG |
|---|---|---|---|
| 3 rate | 3 × 400,00 € | 0 € | 0,00% |
| 12 rate senza spese | 12 × 105,00 € | 0 € | 9,49% |
| 12 rate con spese | 12 × 105,00 € | 24 € | 13,73% |
| 24 rate con spese | 24 × 55,00 € | 24 € | 11,96% |
La tabella mostra un effetto che sorprende: il piano a 24 rate costa meno del piano a 12 rate con le stesse spese, perché le 24 € si distribuiscono su un periodo più lungo. Non è un errore di calcolo: è il motivo per cui il TAEG va calcolato, non stimato a occhio dalla somma delle rate.
Quando l'offerta è credito al consumo
Il credito al consumo è disciplinato dal testo unico bancario (D.Lgs. 385/1993, artt. 121-126), che recepisce la direttiva 2008/48/CE del 23 aprile 2008. L'art. 2, par. 2, lett. c) e f) di quella direttiva esclude tre casi utili all'e-commerce: il credito inferiore a 200 €, il credito concesso senza interessi e senza altre spese, e il credito rimborsabile entro tre mesi con spese irrilevanti. Un «paga in 3 rate» a tasso zero distribuito su sei settimane sta fuori dal campo di applicazione; un piano a 12 mesi con spese di istruttoria no, e va trattato come credito al consumo, con informativa precontrattuale e valutazione del merito creditizio (art. 124-bis del TUB).
Cosa deve vedere il cliente prima di pagare
Il costo per il negozio
Il negozio paga una commissione al finanziatore, in genere fra il 2% e il 6% dell'importo finanziato, e in cambio incassa subito e trasferisce il rischio di credito. Due effetti vanno misurati: l'aumento di conversione sui carrelli sopra i 300 € e l'aumento dei resi, perché chi compra a rate restituisce più spesso. Se il margine per ordine è 22 € e la commissione su 600 € è del 4%, cioè 24 €, l'ordine a rate nasce in perdita e si recupera solo con il valore nel tempo del cliente.
Dal 20 novembre 2026 cambia il perimetro
La direttiva (UE) 2023/2225, del 18 ottobre 2023, sostituisce la 2008/48/CE e si applica dal 20 novembre 2026, con recepimento nazionale dovuto entro il 20 novembre 2025. Alza il tetto del credito coperto a 100.000 € e include esplicitamente il buy now pay later, oltre a chiedere una valutazione del merito creditizio proporzionata e informazioni standardizzate in formato europeo. Se il tuo checkout offre rate, il contratto e l'informativa vanno riletti su quel testo, non su quello del 2008.
node -e "const taeg=(n,rate,fee,mesi)=>{const net=n-fee,f=i=>{let p=-net;for(let k=1;k0?lo=m:hi=m}return((Math.pow(1+(lo+hi)/2,12)-1)*100).toFixed(2)};console.log('12x105 senza spese',taeg(1200,1260,0,12)+'%');console.log('12x105 con 24 euro',taeg(1200,1260,24,12)+'%');console.log('24x55 con 24 euro',taeg(1200,1320,24,24)+'%')"
Il limite
Il calcolo assume rate mensili costanti, spese trattenute all'erogazione e nessun costo accessorio: assicurazione, imposta di bollo sul contratto, commissione di incasso. Nella pratica il TAEG che vincola è quello scritto nel contratto dal finanziatore, e il mio script serve a capire se quel numero è plausibile, non a sostituirlo. E nessun TAEG dice se il cliente tornerà: quello si misura con il riacquisto a dodici mesi.
Da dove partire
Domande frequenti
Il TAEG è obbligatorio nei pagamenti a rate?
Sì, quando l'offerta rientra nel credito al consumo: il TAEG e l'importo totale dovuto vanno indicati prima della conclusione del contratto, come chiede la direttiva 2008/48/CE recepita nel testo unico bancario. Un piano senza interessi e senza spese è fuori dal campo di applicazione, ma resta un'offerta commerciale da descrivere con chiarezza.
Un «paga in 3 rate» è credito al consumo?
Di solito no: l'art. 2, par. 2, lett. f) della direttiva 2008/48/CE esclude il credito senza interessi e senza altre spese, e anche quello rimborsabile entro tre mesi con spese irrilevanti. Se aggiungi spese di istruttoria o allunghi il piano oltre tre mesi, rientri nel perimetro e servono informativa e valutazione del merito creditizio.
Chi paga se il cliente non paga la rata?
Il finanziatore, se il credito è stato ceduto: il negozio incassa subito e non gestisce l'insoluto. Nei modelli in cui il negozio resta esposto, il rischio torna su di te e va messo nel conto del margine. Chiedi sempre al finanziatore se il contratto prevede rivalsa.
Le rate aumentano i resi?
Spesso sì, perché abbassano la percezione del prezzo e spostano l'acquisto su importi più alti, dove il reso pesa di più. L'effetto va misurato per fascia di prezzo, non sul totale: su carrelli sotto i 150 € può non esserci differenza.
Cosa cambia con la direttiva 2023/2225?
Dal 20 novembre 2026 il perimetro del credito al consumo sale a 100.000 € e include il buy now pay later, con informazione standardizzata europea e valutazione del merito creditizio proporzionata. Le condizioni contrattuali e le informative vanno rilette su quel testo.