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Email marketing per ristoranti: cosa funziona davvero
Per un ristorante l'email funziona su tre contenuti: menu che cambia, eventi e chiusure, inviti personali. Lista raccolta con consenso, una o due email al mese, click misurati invece di aperture.
In sintesi
- L'email di un ristorante vende un motivo per tornare, non uno sconto: menu nuovo, evento, tavolo libero.
- Il consenso va raccolto prima dell'invio e registrato; l'articolo 130 del Codice privacy richiede un consenso specifico per le comunicazioni promozionali.
- Le aperture non sono più una misura affidabile dopo il blocco del tracciamento di Apple Mail nel 2021: conta il click e la prenotazione.
- Gli allergeni in un'email che riproduce il menu devono rispettare il regolamento (UE) 1169/2011, articolo 14.
L'email marketing per ristoranti funziona quando ogni messaggio contiene un motivo concreto per tornare: un menu che cambia, un evento, una sera con posti liberi. Le campagne generiche di sconto finiscono in promozioni ignorate, perché non dicono nulla che il cliente non sapesse già.
Prima la lista, poi il testo
Una lista comprata non è una lista. Il modo che funziona in sala è semplice: un QR sul tavolo o sul conto porta a una pagina con un campo email e una casella non preselezionata che spiega cosa arriverà. Chi lascia l'indirizzo sa di ricevere il menu del mese, non «novità e offerte». La differenza decide la percentuale di disiscrizioni al primo invio.
Tieni anche un secondo elenco, separato, per chi prenota online: sono persone con un rapporto già attivo, e il messaggio di ringraziamento può chiedere il consenso con più contesto. Non unire i due elenchi senza una ragione: la segmentazione serve a mandare meno email, non di più.
Cosa mandare (e cosa no)
Frequenza e misura
Una o due email al mese bastano per un ristorante di quartiere; una a settimana ha senso solo se hai eventi reali ogni settimana. Misura i click e le prenotazioni arrivate dal link, non le aperture: dal 2021 Apple Mail scarica le immagini in anticipo e dichiara aperta un'email che nessuno ha letto. Il dato utile è quante persone hanno cliccato «prenota» e quante hanno completato.
Obblighi: consenso, disiscrizione e allergeni
Il trattamento dell'indirizzo email si appoggia al regolamento (UE) 2016/679, del 27 aprile 2016: articolo 6 per la base giuridica, articolo 7 per le condizioni del consenso, articolo 13 per l'informativa. Per le comunicazioni promozionali si aggiunge la direttiva 2002/58/CE, articolo 13, e in Italia l'articolo 130 del Codice in materia di protezione dei dati personali, decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196: serve un consenso specifico, registrato, e ogni messaggio deve contenere un modo semplice per disiscriversi. Se l'email riproduce il menu con gli allergeni, vale il regolamento (UE) 1169/2011, del 25 ottobre 2011, articolo 14: le sostanze che causano allergie o intolleranze vanno indicate, e l'articolo 44 ne regola la comunicazione per gli alimenti non preimballati.
Il codice: costruire l'email una volta
Un'email scritta a mano con div e flexbox si rompe su Outlook. MJML, licenza MIT, compila un markup dichiarativo in tabelle compatibili con i client più diffusi. Tieni il file sorgente nel repository e ricompila a ogni invio: il comando sotto produce l'HTML da caricare nella piattaforma.
npx mjml newsletter.mjml -o newsletter.html
Larghezza massima 600 px, un solo livello di annidamento, immagini con testo alternativo e un link di disiscrizione in chiaro: sono i quattro vincoli che evitano la maggior parte dei problemi di resa e di consegna.
Dove questa guida non basta
Non abbiamo una misura di aperture o prenotazioni di ristoranti reali: i numeri di questa pagina riguardano il catalogo EneUI, non una campagna. La consegna dipende dal dominio, dalla reputazione del mittente e dal provider; un elenco corretto può comunque finire in spam se il dominio è nuovo. E nessuna email sostituisce la scheda Google Business Profile aggiornata, che per le ricerche «vicino a me» conta più di dieci invii.
Da dove partire
Domande frequenti
Ogni quanto deve scrivere un ristorante ai clienti?
Una o due volte al mese è la frequenza che regge senza stancare. Aumenta solo se hai un evento reale ogni settimana: mandare per riempire il calendario riduce le aperture e aumenta le disiscrizioni.
Serve il consenso per mandare il menu via email?
Sì. L'articolo 130 del Codice privacy, decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, richiede un consenso specifico e registrato per le comunicazioni promozionali. Il consenso va raccolto prima del primo invio e deve essere revocabile.
Posso usare gli indirizzi dei clienti che prenotano?
Solo se hai chiesto il consenso per le comunicazioni promozionali. L'indirizzo raccolto per gestire una prenotazione serve a quella finalità: riusarlo per marketing senza consenso viola l'articolo 6 del regolamento (UE) 2016/679.
Le aperture delle email sono un dato affidabile?
No, dal 2021 Apple Mail Privacy Protection scarica le immagini e dichiara aperte email non lette. Misura i click sul pulsante di prenotazione e le prenotazioni effettive.
Devo indicare gli allergeni nell'email con il menu?
Sì, se riporti piatti. Il regolamento (UE) 1169/2011, del 25 ottobre 2011, articolo 14, impone di indicare le sostanze che causano allergie o intolleranze; l'articolo 44 regola la comunicazione per gli alimenti non preimballati.