Lavoro
Pubblicare un annuncio di lavoro su Indeed: account azienda, costi e alternative
Come funziona il lato azienda di Indeed: creare l'account, pubblicare un annuncio, capire quando si paga, scrivere un'offerta che attira candidati giusti e confrontare le alternative per le PMI italiane.
In sintesi
- Il lato azienda di Indeed è separato da quello dei candidati: si crea un account azienda e si pubblica da un pannello dedicato.
- Pubblicare è gratuito; si paga quando l'annuncio viene sponsorizzato, con un costo per clic o per candidatura secondo il modello scelto.
- Un annuncio chiaro (ruolo, luogo, contratto, range retributivo, processo di selezione) riduce le candidature inutili più di qualsiasi filtro.
- Per una PMI italiana il mix più efficiente è: annuncio sul portale + pagina carriere sul sito + un canale diretto (LinkedIn o rete).
- Senza tracciamento (da dove arrivano le candidature) non si sa quale canale pagare e quale chiudere.
Dal lato di chi assume, Indeed è una cosa diversa da quella che vedono i candidati: esiste un'area aziende separata, con un pannello per pubblicare annunci, leggere le candidature e gestire la spesa. Questa guida spiega come funziona, quando si paga davvero, come si scrive un annuncio che porta candidati pertinenti e quali alternative conviene affiancare.
Come si pubblica un annuncio, in pratica
- Account azienda. Si registra l'azienda con ragione sociale, sede e referente. Serve un'email aziendale: le piattaforme verificano il dominio, e un indirizzo generico rallenta l'approvazione.
- Scheda azienda. Logo, descrizione, settore, dimensione, sede: è ciò che il candidato guarda prima di candidarsi, e in Italia pesa più di quanto si pensi.
- Creazione dell'annuncio. Titolo, luogo, tipo di contratto, testo, requisiti, modalità di candidatura (sul portale, via email o redirect al proprio sito).
- Scelta della visibilità. Annuncio standard oppure sponsorizzato: la seconda opzione lo mette in cima ai risultati e nella maggior parte dei casi è a pagamento.
- Gestione. Il pannello raccoglie le candidature, permette di scartare, contattare e archiviare. Chi non riordina le candidature perde quelle buone nelle prime 72 ore.
Quando si paga (e quanto)
Il modello generale dei grandi portali è questo: pubblicare l'annuncio è gratuito, la visibilità si compra. La spesa può essere a costo per clic (paghi quando qualcuno apre l'annuncio) oppure a costo per candidatura, secondo il prodotto scelto e il paese.
| Voce | Come funziona | Effetto sul budget |
|---|---|---|
| Annuncio standard | Visibile nella ricerca organica del portale | Nessun costo, visibilità limitata nel tempo |
| Sponsorizzato a clic | Compare in cima; paghi per ogni visita | Controllabile, ma cresce con la curiosità |
| Costo per candidatura | Paghi solo quando qualcuno si candida | Prevedibile, ma può attirare candidature poco mirate |
| Annuncio multiplo / piano | Pacchetti per più posizioni | Conveniente solo se hai assunzioni ricorrenti |
| Employer branding | Scheda azienda potenziata, video, contenuti | Utile se assumi spesso, inutile per una posizione singola |
Due avvertenze pratiche. La prima: i prezzi cambiano per paese, settore e periodo, e i valori nei documenti commerciali non coincidono con quello che vedi in dashboard, l'unico numero che conta è quello mostrato prima di confermare la campagna. La seconda: senza un tetto di spesa giornaliero una campagna può bruciare il budget in pochi giorni su una posizione molto cercata.
L'annuncio che porta candidati giusti
Un annuncio scritto male produce due danni: poche candidature buone e molte candidature inutili da leggere. La differenza sta quasi tutta in cinque informazioni.
| Informazione | Perché va scritta |
|---|---|
| Ruolo e mansioni reali | Chi cerca lavoro scarta gli annunci vaghi; chi si candida lo stesso va poi scartato |
| Luogo e modalità (in sede/ibrido/remoto) | Evita candidature da chi non può raggiungere la sede |
| Tipo di contratto e orario | Determinato, apprendistato, part time: cambia chi si candida |
| Range retributivo | Riduce le candidature fuori aspettativa e allinea le trattative |
| Processo di selezione | Quanti colloqui, con chi, in quanto tempo: riduce gli abbandoni |
Sul range retributivo conviene essere pragmatici: le normative sulla trasparenza retributiva stanno spingendo in quella direzione, e in ogni caso un range ampio scritto bene («28–34 mila euro, in base all'esperienza») scoraggia meno di nessun numero e attira profili più allineati.
Indeed, LinkedIn, InfoJobs o il proprio sito?
Non esiste il canale migliore in assoluto: esiste il canale giusto per il ruolo che stai cercando di coprire. Una PMI che assume due profili all'anno non ha bisogno della stessa strategia di un'azienda con dieci posizioni aperte.
| Canale | Meglio per | Costo tipico |
|---|---|---|
| Indeed | Ruoli operativi e volumi, copertura nazionale | Gratis + sponsorizzazione |
| Ruoli qualificati, profili passivi, employer branding | Annuncio singolo o abbonamento | |
| InfoJobs | Copertura Italia, settori tradizionali | Annuncio o pacchetti |
| Sito aziendale (pagina carriere) | Tutti i ruoli, e resta un asset tuo | Una volta, poi manutenzione |
| Agenzia per il lavoro | Posizioni difficili o urgenti, contratti complessi | Percentuale o fee |
| Passaparola e rete | Ruoli di fiducia, tempi brevi | Tempo, non denaro |
Il punto che quasi nessuno considera: la pagina carriere. Un annuncio sul portale dura tre settimane, una pagina ben fatta sul tuo sito resta, si indicizza su Google e riceve candidature spontanee per anni. Per una PMI è il canale con il miglior rapporto tra costo e durata.
Errori che costano soldi
- Sponsorizzare un annuncio scritto male. Paghi per portare più persone su un testo confuso: prima si scrive, poi si paga.
- Nessun tetto di spesa. Una posizione molto richiesta può consumare il budget in pochi giorni.
- Lasciare l'annuncio aperto dopo l'assunzione. Continui a pagare e chi si candida resta senza risposta.
- Rispondere dopo settimane. I candidati buoni spariscono in pochi giorni: le prime 72 ore decidono.
- Non tracciare la fonte. Senza sapere da dove arrivano i colloqui non si può decidere quale canale interrompere.
- Ignorare l'accessibilità dell'annuncio. Testo tutto in maiuscolo, tabelle, PDF da compilare: ogni attrito in più è una candidatura persa.
Cosa tracciare da subito
Tre numeri bastano per decidere, dopo due assunzioni, dove mettere il budget: visualizzazioni dell'annuncio, candidature ricevute, candidature arrivate a colloquio. Se un canale porta molte visualizzazioni e nessun colloquio, il problema è il testo o il target; se porta pochi colloqui ma buoni, conviene aumentare l'investimento lì.
E una nota sulla privacy: i curriculum contengono dati personali. Vanno conservati nel modo previsto dal regolamento, con una base giuridica e un tempo di conservazione definiti, e cancellati quando non servono più. È un obbligo, non una buona pratica opzionale.
Domande frequenti
Quanto costa pubblicare un annuncio su Indeed?
Pubblicare l'annuncio in forma standard è gratuito; si paga la sponsorizzazione, a costo per clic o per candidatura secondo il prodotto scelto e il paese. I prezzi variano per settore e periodo: il valore valido è quello mostrato in dashboard prima di confermare la campagna.
Dove si accede all'area aziende di Indeed?
L'area aziende è separata da quella dei candidati, con credenziali e pannello propri: da lì si pubblicano gli annunci e si gestiscono le candidature. Le credenziali del profilo personale non danno accesso al pannello aziendale.
Posso pubblicare un annuncio con l'email personale?
Tecnicamente sì, ma conviene usare un indirizzo aziendale sul dominio dell'azienda: la verifica del dominio è più rapida e il candidato si fida di più. Un indirizzo generico rallenta l'approvazione dell'account.
Meglio Indeed o LinkedIn per assumere?
Indeed per ruoli operativi, volumi e copertura nazionale; LinkedIn per ruoli qualificati, profili che non stanno cercando attivamente e employer branding. Per una PMI spesso il mix più efficiente è Indeed per il volume più una pagina carriere sul sito.
È obbligatorio indicare la retribuzione nell'annuncio?
Dipende dal quadro normativo in evoluzione: le regole sulla trasparenza retributiva stanno introducendo obblighi progressivi. Anche quando non è obbligatorio, un range ampio riduce le candidature fuori aspettativa e allinea prima la trattativa.
Quante candidature si ricevono per un annuncio?
Dipende da ruolo, area geografica e visibilità: per ruoli operativi in grandi città si arriva a centinaia di candidature in pochi giorni, per profili specializzati a poche decine. Conta meno il numero e più quante arrivano a colloquio.
Cosa succede ai curriculum dopo la selezione?
Sono dati personali: vanno conservati solo per il tempo necessario alla selezione, con una base giuridica dichiarata e tempi di conservazione definiti, poi cancellati. Conservarli «per il futuro» senza criterio è un rischio, non una scorta.