Creare un sito
Sito web per consulente: un'offerta, una prova, un appuntamento
Un sito per consulente si costruisce su tre pagine: offerta con prezzo e durata, due casi con numeri prima e dopo, calendario per prenotare trenta minuti. Il blog serve solo se hai qualcosa da dimostrare, non per riempire.
In sintesi
- Il sito di un consulente deve far prenotare una call, non raccogliere richieste generiche.
- Offerta con prezzo o «a partire da», durata e cosa è escluso: la trasparenza filtra i clienti sbagliati.
- Due casi con numeri prima e dopo valgono più di dieci loghi senza contesto.
Un sito per consulente serve a far prenotare una chiamata, non a raccogliere «richieste di informazioni». Chi valuta un consulente vuole sapere in una schermata quale problema risolvi, per chi, quanto costa e cosa succede dopo il primo incontro.
Il catalogo EneUI conta 41 blocchi pricing, 24 FAQ e 33 contact su 1.556 blocchi, misurati il 1 novembre 2026. La pagina che vende un'offerta si costruisce in un pomeriggio; la parte difficile è avere un'offerta da mettere dentro.
Un problema, un compratore
«Consulente» da solo non dice niente: può essere strategia, export, qualità, sicurezza sul lavoro, fund raising. La prima riga del sito deve nominare il problema e il compratore: «Aiuto aziende manifatturiere da 20 a 100 dipendenti a rientrare nei tempi di consegna». Chi non rientra in quella frase esce, e ti risparmia due call.
Il titolo professionale va usato con precisione. «Consulente del lavoro» è una professione regolamentata, richiede l'iscrizione all'albo e la relativa responsabilità; «consulente aziendale» non è protetto. Scrivere il titolo giusto è una questione di correttezza, e per il cliente è il primo segnale che sai cosa stai facendo.
La pagina dell'offerta
Tre pacchetti sono il massimo leggibile. Per ognuno: cosa consegni, a chi serve, quanto dura, come si paga e cosa resta fuori. «Cosa resta fuori» è la riga che nessuno scrive e che evita le discussioni a metà progetto.
| Offerta | Cosa consegni | Durata | Come si paga |
|---|---|---|---|
| Diagnosi | Analisi di due settimane, mappa dei problemi, priorità | 2 settimane | A corpo, metà all'avvio |
| Piano | Piano operativo con responsabili e scadenze | 3-4 settimane | A corpo, a milestone |
| Affiancamento | Due giornate al mese con il team, report mensile | 3-6 mesi | Mensile, rinnovo esplicito |
La tabella si rende bene con un blocco pricing a tre colonne; le domande che arrivano prima della call trovano posto in un blocco FAQ, meglio se le stesse che ti fanno al telefono.
La prova: due casi, con numeri
Un caso vale se ha un prima e un dopo: «ritardi di consegna dal 32% al 9% in cinque mesi, su 1.200 ordini l'anno». Il nome del cliente si mette solo con il consenso scritto; in alternativa settore, dimensione e ruolo, che bastano a rendere il caso credibile. Dieci loghi senza contesto non dimostrano niente.
Nel caso scrivi anche cosa non ha funzionato: un progetto andato storto e corretto è più credibile di tre successi perfetti. I clienti leggono quella parte per capire come reagisci quando qualcosa si rompe.
Il metodo, quando i casi mancano
Se hai appena iniziato, sostituisci i casi con il metodo: come conduci la diagnosi, chi intervisti, cosa produci, in che ordine. Una timeline a quattro passi spiega il percorso in dieci secondi e mostra che hai un processo, non solo un'opinione.
Prenotare, non scrivere
La call to action è un calendario, non un modulo. Trenta minuti, slot visibili, fuso orario dichiarato, conferma via email e promemoria a 24 ore. Chi non vuole prenotare può lasciare una riga, ma il percorso principale resta quello. Un blocco contact con tre campi copre il caso di ripiego.
# il link di prenotazione risponde?
curl -s -o /dev/null -w "%{http_code} %{time_total}s\n" https://cal.com/tuonome/30min
# la pagina offerta dichiara almeno un prezzo?
curl -s https://www.esempio.it/consulenza | grep -o "€[0-9.]*" | sort -u
# quali entità dichiara la home
curl -s https://www.esempio.it | grep -o '"@type":"[A-Za-z]*"' | sort -u
Credenziali, partita IVA e dati dei clienti
Partita IVA, sede o domicilio fiscale, assicurazione di responsabilità civile professionale se la offri, albo se la professione lo richiede. Se tratti dati dei clienti, l'informativa privacy deve dire quali dati, per quale finalità e per quanto tempo li conservi; gli strumenti che usi (calendario, CRM, email) vanno scelti con un accordo di trattamento e, quando possibile, con server nell'Unione europea.
Nei casi studio non pubblicare nomi, fatturati o dati operativi senza consenso scritto, anche quando il cliente è ben contento: il consenso di oggi non copre il sito di domani.
Il limite da mettere in chiaro
Un sito non sostituisce la fiducia: se non hai referenze né casi, la pagina più bella non chiude. I blocchi EneUI sono React e Tailwind, l'anteprima è libera e il codice sorgente sta nella parte Pro; nessuno include un calendario funzionante o un CRM, che restano servizi esterni da collegare. E un calendario non vende: vende la call, se l'offerta era chiara prima.
Costi e adempimenti
Un sito di quattro pagine per un professionista sta in poche migliaia di euro. Le voci che si dimenticano sono la partita IVA e gli obblighi che comporta, spiegati in partita IVA e sito web; le sezioni minime sono in cosa deve avere un sito aziendale. Se valuti di fartelo fare, il confronto tra agenzia e fai da te è in agenzia o fai da te.
Domande frequenti
Quanto costa il sito di un consulente?
Poche migliaia di euro per quattro o cinque pagine, con testi scritti da te e un template curato. Il costo che pesa davvero è il tempo per mettere per iscritto l'offerta e i casi: senza quelli il sito resta una brochure.
Meglio un modulo contatti o un calendario?
Il calendario, con slot da trenta minuti e conferma automatica. Riduce gli scambi di email e filtra chi è disponibile a un appuntamento. Tieni un modulo breve come alternativa per chi non vuole prenotare subito.
Devo pubblicare i prezzi?
Sì, almeno una fascia o un «a partire da», con durata e cosa è escluso. Chi non pubblica niente attira richieste fuori budget e perde tempo in call che non portano a nulla. Il prezzo esatto per un progetto su misura si definisce dopo la diagnosi.
Serve un blog?
Solo se pubblichi con continuità e ogni articolo dimostra competenza su un problema reale. Tre post generici fermati a un anno fa tolgono credibilità. Meglio due casi studio ben scritti che dieci articoli senza sostanza.
Posso usare i loghi dei clienti?
Solo con il consenso scritto, e con la possibilità di revocarlo. In mancanza, usa settore, dimensione e risultato senza nome. Un caso con numeri verificabili convince più di un muro di loghi.