Creare un sito

Sito web per studio legale: materie, preventivo e riservatezza

Un sito per studio legale si regge su tre cose: una pagina per materia scritta come una risposta, onorari spiegati senza listino, e nessun dato del caso dentro un modulo web. Dati obbligatori e blocchi.

Il sito di uno studio legale deve rispondere in una schermata a tre domande: seguite il mio caso, chi è l'avvocato che lo seguirà e quanto costa il primo colloquio. Il resto, dalla storia dello studio ai premi, vale solo se sostiene quelle tre risposte.

Chi arriva su quel sito ha spesso una scadenza: una notifica, un licenziamento, una separazione. Cerca la materia, non il nome dello studio. Per questo la pagina che porta contatti è quella di competenza, scritta con le parole del cliente, non l'elenco delle aree in una riga di testo.

Una pagina per materia, con dentro il caso tipico

Le materie che generano contatti sono poche e ricorrenti: famiglia e separazioni, lavoro, penale, successioni, contrattualistica, recupero crediti. Ogni pagina va scritta come una risposta: quali situazioni seguite, quali documenti servono al primo incontro, davanti a quale tribunale si discute, quanto dura in media. Una pagina «aree di attività» con sei voci e nessun contenuto è un indice, non un'informazione.

PaginaCosa cerca il visitatore
Materia, una per paginaSe il mio problema rientra, cosa porto, quanto tempo serve
Chi siamoIscrizione all'albo, anni di pratica, chi segue cosa
Onorari e preventivoCome si calcola, cosa è incluso, quando si paga
ContattiSede, telefono, PEC, orari, come si fissa il colloquio
Privacy e datiCome trattate i dati del caso, per quanto tempo, chi li vede

Preventivo: la legge dice quando, il sito dice come

L'articolo 13 della legge 247/2012 prevede che, su richiesta del cliente, l'avvocato comunichi per iscritto la prevedibile misura del costo della prestazione. Un sito che tace sugli onorari sposta tutta la conversazione sulla telefonata. Non serve un listino: servono le regole, cioè parametri del DM 55/2014, cosa è compreso, spese vive, IVA e contributo previdenziale, tempi di pagamento e cosa accade se il giudizio si chiude prima.

Riservatezza: nessun dato del caso in un modulo

Un modulo con il campo «descrivi il tuo problema» raccoglie dati relativi a procedimenti giudiziari, che l'articolo 9 del GDPR tratta come categorie particolari. Servono base giuridica esplicita, misure di sicurezza adeguate e conservazione limitata. La soluzione pratica è chiedere solo nome, telefono e materia: la storia del caso si ascolta al telefono, in studio o su canale cifrato. La PEC resta il canale formale, non un modulo web.

Albo, PEC, polizza: i dati che il cliente verifica

  • Numero di iscrizione all'ordine e ordine di appartenenza, con l'anno.
  • Denominazione dello studio, sede, partita IVA e codice fiscale.
  • PEC: è il recapito con valore legale ed è la prima cosa che un cliente esperto cerca.
  • Estremi della polizza di responsabilità professionale, da indicare nell'informativa al cliente come chiede l'articolo 12 della legge 247/2012.
  • Eventuale società tra avvocati o STP: ragione sociale e soci, senza confondere lo studio con la persona fisica.

Dati strutturati: LegalService e Attorney

Il tipo LegalService descrive lo studio; Attorney, sottotipo di LegalService e di Person, descrive il professionista. Con nome, indirizzo, telefono, orari in openingHoursSpecification, areaServed e knowsAbout per le materie, il motore capisce su cosa siete competenti. Ogni materia può diventare un Service con la propria pagina. I dati strutturati non promettono un riquadro: aggiungono contesto. Il metodo è in come aggiungere schema markup.

curl "https://ui.eneawork.it/api/blocks/category/faq?limit=200" | jq '.category.count, (.blocks | length)'

Recensioni e risultati: la linea da non superare

L'articolo 35 del codice deontologico forense ammette la pubblicità informativa, ma la vuole veritiera, corretta e non elogiativa. Tradotto sul sito: nessuna promessa di risultato, nessun «100% vittorie», nessuna sentenza favorevole usata come garanzia per il caso successivo. Le recensioni si possono riportare se sono verificabili e se il cliente ha acconsentito; nomi e dettagli dei procedimenti restano fuori.

Quattro record per partire. Team 01 è la griglia di schede degli avvocati, con ruolo e numero di albo. Contact 01 è il modulo a tre campi per il primo contatto, senza testo libero che raccolga dati del caso. I componenti accordion reggono le FAQ di una materia, una fisarmonica per pagina. La categoria faq conta 24 blocchi, da usare su una sola pagina per non duplicare il contenuto.

Il limite

Questi blocchi disegnano pagine, non gestiscono fascicoli: non c'è area riservata, non c'è scambio documenti, non c'è firma elettronica. Per i documenti serve un canale cifrato o la PEC, con una valutazione privacy scritta. Manca anche un blocco pensato per gli studi legali: la struttura va composta a mano, e il codice completo dei blocchi sta nella parte Pro del catalogo.

Costi e tempi

Un sito da sei pagine con quattro materie, testi scritti dallo studio e foto del team sta in poche migliaia di euro. Il tempo si allunga quando i testi devono passare il vaglio deontologico: ogni frase che promette un risultato va riscritta. Le voci tecniche ricorrenti sono aggiornamenti, backup e verifica dei moduli; il confronto tra basi tecniche è in WordPress, Wix o componenti React.

Per i requisiti comuni a qualsiasi studio leggi cosa deve avere un sito aziendale, per i dati obbligatori partita IVA e dati societari sul sito, per le domande frequenti già contate i migliori FAQ blocks.

Domande frequenti

Cosa deve contenere il sito di uno studio legale?

Una pagina per materia con il caso tipico, i nominativi degli avvocati con numero di albo, sede, telefono, PEC, partita IVA, regole sugli onorari e informativa privacy. La riservatezza si gestisce fuori dal modulo, non con un campo di testo libero.

Devo pubblicare il numero di iscrizione all'albo?

Sì, insieme all'ordine di appartenenza. È il dato che permette al cliente di verificare che stia parlando con un avvocato abilitato, e va tenuto aggiornato se cambia la sede di iscrizione.

Posso pubblicare le recensioni dei clienti?

Sì, se sono verificabili e se il cliente ha acconsentito. Non devono contenere dettagli del procedimento né diventare una promessa di risultato: la pubblicità dello studio deve restare veritiera e non elogiativa.

Posso raccogliere i documenti del caso con un modulo?

No, non con un modulo web aperto. I dati su procedimenti giudiziari sono categorie particolari secondo l'articolo 9 del GDPR. Usa un canale cifrato o la PEC, con informativa dedicata e conservazione limitata.

Quanto costa il sito di uno studio legale?

Poche migliaia di euro per sei pagine con quattro materie e testi forniti dallo studio. Il costo aumenta se i testi vanno riscritti per rispettare le regole deontologiche sulla pubblicità.