Creare un sito
Sito web per psicologo: primo contatto, riservatezza e tariffe
Il sito di uno psicologo deve ricevere un primo contatto senza chiedere altro che un recapito. Dati sanitari, albo, tariffe, sedute online, confini chiari e blocchi reali.
Un sito per psicologo funziona quando il primo contatto costa meno di due minuti e non chiede di descrivere il problema. Nome, recapito e preferenza di orario: basta. Ogni campo in più è un dato sanitario che entra in un database senza necessità.
Chi cerca uno psicologo spesso non sa ancora se scriverà. Legge tre o quattro siti, guarda la foto, il numero di albo, la tariffa, e chiude la scheda. Il sito non deve convincere: deve togliere gli ostacoli e dire cosa succede dopo il primo messaggio.
Le pagine che uno studio usa davvero
| Pagina | Cosa deve contenere |
|---|---|
| Home | Di cosa ti occupi, dove ricevi, come si scrive, cosa non sei |
| Aree di intervento | Ansia, umore, lutto, coppia, adolescenza: linguaggio comune, non diagnosi |
| Come funziona | Primo colloquio, durata, frequenza, costo, come si chiude |
| Chi sono | Formazione, albo, orientamento, supervisione |
| Tariffe | Costo per seduta, durata, disdetta, ricevuta, fattura |
| Online | Piattaforma, stanza, cosa serve, limiti |
| Contatti | Modulo minimo o email, telefono con orari |
| Privacy | Informativa, tempi di conservazione, diritti, cosa non passa dal sito |
Albo e titolo: la parte che si controlla
La legge 18 febbraio 1989 n. 56 istituisce l'albo degli psicologi (articolo 1) e riserva la psicoterapia a chi ha la specializzazione (articolo 3). Il sito dichiara numero di albo, sezione, regione e, se fai psicoterapia, la scuola di specializzazione. Chi omette il numero di albo perde il primo controllo che un utente attento fa.
La stessa legge e il codice deontologico limitano la pubblicità: informazione sì, promessa di risultato no. «Guarigione in tre sedute» non è marketing aggressivo, è un illecito deontologico. Anche una recensione con nome e volto del paziente è un problema, perché rivela un trattamento sanitario.
Riservatezza: dal modulo alla piattaforma
La richiesta di un appuntamento è già un dato che riguarda la salute quando arriva da una persona che si presenta come paziente. Il GDPR (regolamento UE 2016/679) la tratta come categoria particolare all'articolo 9, paragrafo 1; la base giuridica del primo contatto è di norma il consenso esplicito dell'articolo 9, paragrafo 2, lettera a, con l'informativa dell'articolo 13.
- Modulo con tre campi: nome, email o telefono, quando puoi rispondere. Nessuna casella «descrivi il problema».
- Pagina di conferma che dice chi risponde, entro quanto tempo e cosa fare in emergenza.
- Avviso chiaro che il sito non è un servizio di emergenza: in caso di urgenza chiama il 112.
- Email su un provider con contratto di trattamento (articolo 28), non la casella personale condivisa con altri.
- Conservazione definita: i messaggi senza seguito si cancellano dopo dodici mesi, e l'informativa lo dice.
- Nessuno script di terze parti prima del consenso: la direttiva 2002/58/CE, articolo 5, paragrafo 3 vale anche per un sito piccolo.
Tariffe e disdette: scrivile, non nasconderle
Dal 2012 non esistono minimi tariffari inderogabili per le professioni (decreto legge 1/2012, articolo 9): la tariffa la decidi tu e conviene pubblicarla. Una forbice chiara evita i colloqui esplorativi che finiscono male. Dichiara durata della seduta, frequenza proposta, politica di disdetta a 24 o 48 ore, come emetti ricevuta e se lavori con assicurazioni o fondi.
Le sedute online richiedono una riga in più: piattaforma usata, cosa serve (cuffie, stanza tranquilla, connessione stabile), dove si considera avvenuta la seduta e come si gestisce un'interruzione. Non è burocrazia: sono le domande che arrivano prima del primo colloquio.
Dati strutturati: ProfessionalService e Person
Il JSON-LD usa ProfessionalService per lo studio e Person per la professionista o il professionista, con jobTitle, memberOf verso l'ordine e sameAs verso i profili. Non esiste un tipo schema.org «Psychologist»: additionalType dichiara la professione e medicalSpecialty resta generico. Non aspettarti un rich result: questi dati servono a collegare persone, sede e servizio. Il metodo è in come aggiungere schema markup.
curl "https://ui.eneawork.it/api/blocks/category/faq?limit=200" | jq '.category.count, (.blocks | length)'
Blocchi dal catalogo
Tre record. FAQ 02 di shadcn-ui-blocks regge le domande su primo colloquio, frequenza e disdetta. Contact Sections 02 di Creative Tim è il modulo con immagine, da ridurre a tre campi e senza area di testo libera. La categoria pricing raccoglie 41 blocchi per la pagina tariffe: qui una tabella a due colonne è più onesta di tre pacchetti.
Il limite da dichiarare subito
I blocchi sono React e Tailwind: non c'è nessuna piattaforma di videochiamata, nessun diario clinico, nessuna gestione delle ricevute sanitarie. Il catalogo copre l'interfaccia; la relazione e i suoi strumenti stanno fuori. Anche il modulo più curato non sostituisce una casella email presidiata: se nessuno risponde in due giorni, il sito ha peggiorato la situazione. La preview è gratuita, il codice completo sta nella parte Pro.
Costi e tempi
Un sito di cinque o sei pagine per uno studio individuale sta in poche migliaia di euro; quello che costa è il tempo di scrittura, perché i testi li devi dire tu. Il costo ricorrente è minimo: dominio, hosting, eventuale piattaforma di videochiamata conforme. Il quadro è in quanto costa un sito web.
Per un caso vicino leggi sito web per consulente e sito web per dentista, per la scelta della piattaforma WordPress, Wix o componenti React, per la visibilità indicizzare il sito su Google.
Domande frequenti
Cosa deve avere il sito di uno psicologo?
Numero di albo e formazione, aree di intervento in linguaggio comune, come funziona il primo colloquio, tariffa e politica di disdetta, un modulo con tre campi e un avviso che il sito non è un servizio di emergenza.
Posso chiedere il motivo della richiesta nel modulo?
No, non come campo libero. Il motivo è un dato sanitario e richiede consenso esplicito e protezioni. Se serve, usa una scelta chiusa e spiega nell'informativa perché lo raccogli e per quanto lo conservi.
Le recensioni dei pazienti sono ammesse?
Sono sconsigliate. Una recensione che racconta un trattamento rivela un dato sanitario, richiede consenso esplicito e può violare i limiti deontologici sulla pubblicità. Meglio descrivere il metodo di lavoro.
Devo pubblicare le tariffe?
Sì, conviene. Dal 2012 non ci sono minimi inderogabili e la tariffa la decidi tu. Dichiara costo, durata, politica di disdetta e come emetti ricevuta: eviti i primi colloqui che finiscono sulla sorpresa del prezzo.
Il sito può sostituire il primo colloquio?
No. Il sito serve a far arrivare una richiesta e a dire cosa succede dopo: chi risponde, entro quanto, con quale tariffa. Deve anche dire cosa fare in emergenza, cioè chiamare il 112.